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Edmondson ed il biglietto di cartone

di Graziano Gianinazzi

sph-Kontakte Nr. 105 | Juli 2018

Intendendo riscrivere la storia degli oltre due secoli delle ferrovie, un posto di riguardo andrebbe dedicato a colui del quale è rimasta pressochè solo l’impronta della sua importante realizzazione.

Quando Thomas Edmondson nasce, siamo nel 1791, Stephenson, che aveva fatto circolare per la prima volta una macchina a vapore sui binari, aveva dieci anni. Erano originari ambedue da quella Middle England, la terra del duca di Wellington e che sarà la culla dei primi treni. Siamo ai primi scorci dell’800 con un nazione appena uscita dalle celebrazioni per il trionfo di Waterloo, regnando in Francia un nuovo Napoleone, Luigi. Anni che avevano visto un profondo sconvolgimento nell’intera Europa. Una rivoluzione industriale nell’evoluzione economica provocata dalla comparsa dei treni che col tempo avranno sempre più accoglienza tra i cittadini, superata che fu l’incognita del viaggio con un nuovo mezzo, ritenuto un po’ rischioso in quanto trainato dal misterioso cavallo di ferro fumante, viaggiante a velocità insolita. I primi viaggiatori erano turistiviaggiatori, curiosi di questa novità che avevano abbandonato per una volta le diligenze a trazione animale che percorrevano la pur buona rete stradale

In quegli anni il giovane Thomas Edmondson venne scelto per svolgere la mansione di capostazione a Milton sulla nuova tratta ferroviaria della società Newcastle & Carlisle Railway. Il tempo per imparare la nuova professione certamente non gli mancava negli intervalli tra quei singoli convogli che percorrevano la sua tratta, una delle prime che fece seguito a quella del treno di Stephenson da Stockton a Darlington, inaugurata il 27.2.1825, ed a quella da Liverpool a Manchester.

Tutto era ancora un po’ sperimentale nella gestione di una azienda per la quale non esistevano esempi cui riferirsi. Tutto era nuovo, dai problemi tecnici, poi dalle norme per la circolazione dei treni inesistenti e dalla segnaletica che andava definita, agli impianti di stazione, alla definizione tariffaria delle varie prestazioni. Era il tempo in cui in tutta Europa a chi acquistava un biglietto per un qualsiasi mezzo di trasporto, come le corriere postali, veniva consegnato un foglietto che alla partenza si compilava a mano, oppure il gerente si limitava a registrare il nome del viaggiatore nel libro degli utenti.

Per sveltire il suo lavoro Edmondson pensò di sostituire il foglietto scritto a mano con un supporto più resistente che non si sgualcisse nelle tasche del viaggiatore e nei successivi passaggi a chi l’avrebbe controllato. Ebbe la geniale idea di creare un supporto di cartone resistente, rettangolare, di dimensione uniforme per ogni biglietto, che fissò in 30 x 57 mm affinchè il suo peso risultasse esattamente di un solo grammo. Per poi stampigliarvi sopra, oltre alla destinazione, la classe da utilizzare, il prezzo, la data di validità, e di riunire i biglietti numerati progressivamente in blocchi da cento, così che la contabilizzazione a fine giornata risultasse semplificata. Per garantire l’interezza del bocco esso venne marcato su un fianco con una striscia trasversale. Dettagli che si tramandarono nel tempo.

L’idea del biglietto di cartone rettangolare si palesò genialissima tanto che da allora i biglietti, per ben due secoli, addirittura a livello mondiale, furono per principio del solo tipo Edmonson.

Edmondson iniziò a confezionare i suoi biglietti con una stampatrice in legno da lui appositamente creata. Li produsse con cartoni di colori diversi a dipendenza delle classi e per le destinazioni più richieste. Iniziò a commercializzarli nel 1838 ed un anno più tardi fece brevettare la sua invenzione. Questa gli valse il riconoscimento con la nomina nella direzione della sua società ferroviaria. Ma non gli bastò, perché iniziò per conto proprio a produrre industrialmente i suoi biglietti per varie aziende ferroviarie.

Ogni azienda ferroviaria adottò il suo sistema. Per convenzione i biglietti vennero inizialmente prodotti a colore diverso a dipendenza delle tre classi per posti a sedere: per la prima classe in giallo, per la seconda in verde, per la terza in marrone, e le indicazioni saranno stampate nelle lingue locali. D’ora in poi sul treno il bigliettario dovrà perforare il biglietto

su uno dei quattro lati con la speciale tenaglia, secondo una convenzione che divenne universale, che per convalidarlo farà apparire nello stesso tempo sul biglietto anche il rispettivo numero. La tenaglia del bigliettario è strumento contemporaneo a questo tipo di biglietto.

Le FFS iniziano a produrre per conto loro i biglietti tramite la stamperia di Worb la cui produzione verrà sospesa nel 2007 in quanto il biglietto Edmondson non verrà più ammesso dalle convenzioni internazionali. Continuerà ad essere usato, e lo è tutt’ora, per le relazioni interne di alcune società private. Da allora l’elettronica ha favorito la semplificazione generalizzata della stampa dei biglietti estesa ai distributori automatici.

Bibliografia:

Datenbank von SBB Historic, Stiftung Historisches Erbe der SBB mit umfangreicher Kartonbillettesammlung: www.sbbarchiv.ch

Samantha Pellegrini, T. Edmondson und seine Kartonbillette, Zertifikatsarbeit 2016